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Il Tana Toraja e l'incontro con la morte

Aggiornamento: 2 apr

Vi raccontiamo uno degli altopiani più misteriosi di tutta l’Indonesia: nel cuore dell'isola di Sulawesi e l’altopiano è abitato dai Toraja, antica popolazione la cui cultura funeraria e i cui rituali di sepoltura sono unici e studiati da antropologi ed etnologi di tutto il mondo.

Tongkonan, case tradizionali Toraja con tetti ricurvi, situate in un giardino ben curato.

La morte per i Toraja è un evento fondamentale nella vita sociale di un clan e la sua celebrazione è una tradizione ancestrale che affonda le sue radici nella notte dei tempi.

Visitare la terra dei Toraja rappresenta comunque un momento di grande riflessione da parte del viaggiatore, che si ritrova a dover gestire il proprio rapporto con la morte.

Scopriamo che una cosa ci accomuna tutti, cioè la difficoltà del distacco che va dal semplice rifiuto del momento fino al non farsene mai una ragione.

Noi vegliamo e seppelliamo i nostri morti in pochi giorni, e ognuno gestisce poi il rapporto con il defunto nei modi e nei tempi che crede.


Cranio umano posizionato su una piattaforma di legno all'interno di una grotta utilizzata come tomba dal popolo Toraja.

I Toraja erano politeisti e il loro credo è stato nel tempo “rimodellato” dal Cristianesimo: hanno la consuetudine di fare un primo funerale informale e poi tenersi in casa il morto, finché non si sentono pronti alla sepoltura e a lasciarlo andare.

La salma, trattata per non decomporsi, siede con loro a tavola, riposa sul divano, dorme nel letto, insomma si comporta come se fosse ancora viva e parte della famiglia con cui condivide la quotidianità.

Nel caso di invito a rendere omaggio al defunto, questo deve essere considerato come se ancora in vita, ovvero ci si può parlare nonché chiedere il permesso per congedarsi.

Il funerale vero e proprio è il Tomate tradizionale, durante il quale vengono offerti in sacrificio gli animali appartenuti al morto che dovrebbero seguirlo nell'aldilà: i bufali rappresentano il maggior prestigio sociale, poterne sacrificare uno durante un funerale è simbolo di ricchezza.


Uomo Toraja sorridente che guida un bufalo nero lungo una strada bagnata accanto a un campo di riso.

Il Tomate è l’unico rito rimasto delle antiche usanze Toraja e deve essere svolto secondo la tradizione, altrimenti porterà sfortuna ai membri della famiglia ancora in vita.

Solitamente tra la morte e il Tomate passa il tempo necessario affinché la famiglia possa organizzare uno sfarzoso funerale.

In caso non si raggiungano le condizioni economiche idonee a una degna sepoltura, l'anima del morto diventerà un Bombo, uno spirito maligno che perseguiterà i vivi.


Al funerale tradizionale dei Toraja si può partecipare su invito, che la guida riesce di solito a procurare a chi è interessato.

È piuttosto cruento, si richiede attenzione all’abbigliamento, cercando di vestire in modo sobrio e con colori scuri, si portano dei doni tipo zucchero, sigarette, o quello che vi suggerisce la guida.

Dettaglio di un cranio umano con muschio che illustra le pratiche di sepoltura all'aperto del popolo Toraja.

I Toraja credono che anche le ricchezze possedute in vita debbano seguire il defunto, che viene sepolto come un faraone, ornato da gioielli e circondato da oggetti preziosi, e anche dai suoi vizi, come sigarette o alcolici.

Questa usanza ha portato un gran numero di profanazione di tombe e i Toraja hanno preso l'abitudine di seppellire le bare all'interno di grotte e caverne, solitamente alte e di difficile accesso.

La posizione ha acquisito dunque valenza sociale: tanto più sei sepolto in alto, su per impervie montagne, tanto più alto è stato il tuo rango e quello della tua famiglia.
Tombe scavate nella roccia con statue colorate di Tau Tau che rappresentano defunti del popolo Toraja.

A guardia delle tombe ci sono i Tau Tau, statue scolpite nel legno che raffigurano il defunto.

In agosto si tiene il Ma'Nene, il rito di riesumazione delle salme sepolte da tre anni che vengono lavate, pettinate e cambiate d'abito, portate in processione per il villaggio, tenute un po' in casa dove possono ricevere visite, e quindi sepolte di nuovo.

Anche nel caso siano rimaste soltanto le ossa, queste vengono pulite e avvolte in pregiate stoffe.

Oltre al particolare culto dei morti, anche le bizzarre case dei Toraja attirano i viaggiatori più curiosi. Le case in legno sono note col nome di Tongkonan e hanno i tetti che ricordano la forma delle corna di bufalo o la forma della chiglia di una nave.

Le pareti esterne sono spettacolari, tutte scolpite e dipinte lasciano davvero a bocca aperta.

Architettura tradizionale Toraja con tetti spioventi caratteristici che assomigliano a corna di bufalo in Sulawesi, Indonesia.

Le teorie sul significato dei tetti sono due: quella delle corna di bufalo ha origine dagli animali usati nell'agricoltura e molto importanti per il rango sociale di una famiglia; quella della forma di chiglia di nave affonda le radici nella storia di questo antico popolo, giunto fin qui navigando fiumi interni per poi addentrarsi in zone di montagna, ed è probabile che voglia onorare il mezzo di trasporto usato dagli antenati.

Le Tongkonan non possono essere acquistate né vendute e solitamente i Toraja le ereditano oppure le costruiscono sui loro terreni.


Vista aerea di una nebbiosa e remota regione di Toraja con tetti a punta distintivi delle case Tongkonan nascoste tra la vegetazione lussureggiante.

Da non perdere assolutamente il trekking attraverso le risaie, respirando lentamente l’aria di questi villaggi rimasti intatti nel tempo e godendo dei tanti e bellissimi sorrisi degli abitanti di questa terra entusiasmante!


Vieni a conoscere i Toraja.



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